Prendi tutto e andiamo via

Alla scoperta della Daunia, la Puglia verde che incanta

La Puglia non è solo mare e estate, ma anche ricchezza storica, artistica e gastronomica. Foreste di querce e faggi, borghi con le case di pietra che si inerpicano sulle colline. Castelli, cattedrali, arte che si alternano al verde fitto del paesaggio. Non siamo in Toscana né in Umbria: è la Daunia, la Puglia che pochi conoscono, terra di frontiera in provincia di Foggia che confina con Campania e Molise lungo le catene del Subappennino Dauno. Qui non c’è nulla che richiami gli scenari di sabbia e mare del Salento che da oltre un decennio attrae turisti da tutto il mondo. Questa è un’altra Puglia ed è una terra sorprendente.

Ora il progetto è di lanciare la Daunia come alternativa turistica alla Puglia più nota del mare e delle spiagge; un’ottima alternativa dato che il territorio offre passeggiate nel verde, cultura, storia, tradizioni locali e culinarie e un’ospitalità sincera.

La settimana scorsa grazie al Daunia Press Tour ho avuto la possibilità di poter scoprire per la prima volta queste magnifiche terre e me ne sono letteralmente innamorata.

Pronti a venire con me alla scoperta di questi fantastici Borghi?

1,2,3 si parte!

Biccari tra il BBiccariorgo e i boschi senza tempo

Biccari è uno dei Borghi caratteristici della Daunia, ricco di storia, tradizione e sopratutto tanta tanta eccellenza gastronomica. Biccari si estende su un territorio irregolare, con variazioni altimetriche importanti, che vanno da 181 metri a 1151 metri sul livello del mare. Il panorama che offre è molto suggestivo: dal borgo si possono ammirare vaste distese di pascoli, vigneti e oliveti, ma anche boschi lussureggianti ideali per passeggiate ed escursioni alla scoperta della natura tipica della Daunia.

Io ho alloggiato pBiccariroprio al centro del paese, e posso dirvi che è stato davvero suggestivo, svegliarmi e poter subito camminare e perdermi tra le sue mille stradine.

Puoi trovare in ogni sua stradina delle fantastiche case di bellezza architettonica, la torre Bizantina, antico edificio fortificato simbolo storico del paese, Palazzo Caracciolo, Palazzo Goffredo, e il portale medievale di Palazzo Gallo.

Tra i simboli della fede religiosa da citare sono la Chiesa romano-gotica di San Quirico, risalente al XV sec., la Chiesa dell’Assunta, il Convento di Sant’Antonio (1477) e la Croce Viaria di Porta Pozzi (1473. Da non dimenticare le masserie fortificate di Santa Maria ed Imporchia.

Orsara di Puglia tra sacro e food

Il secondo giorno di Tour siamo stati in visita ad Orsara di Puglia a visitare le sue bellezze storiche e quelle culinarie grazie alla bravura e alla rivisitazione dei piatti della tradizione di Peppe Zullo.

Orsara di Puglia

L’Abbazia Sancti Angeli – con la Grotta di San Michele e la Chiesa dell’Annunziata – è uno dei luoghi più belli e ricchi di storia a Orsara di Puglia. Negli ultimi anni è stata oggetto di interventi di restauro e consolidamento che hanno permesso, dopo molto tempo, di riaprire al pubblico e ai fedeli l’antichissima grotta consacrata al culto del ‘santo guerriero’. L’Abbazia, detta anche “dell’Annunziata”, è la prima storica costruzione che appare alla vista di chi raggiunge Orsara. Il complesso, immerso nel verde, comprende anche la Chiesa di San Pellegrino.

Orsara di Puglia

L’elemento più importante e suggestivo del sito è costituito proprio dalla Grotta di San Michele, chiesa scavata nella roccia presumibilmente nel 200 dopo Cristo. Il tempio di pietra sorge all’interno di un anfratto naturale. Si tratta di uno tra i luoghi di culto più importanti e antichi del Mezzogiorno d’Italia. Vi si accede attraverso la cosiddetta “scalinata sacra”. All’interno si trovano iscrizioni latine e i graffiti lasciati dai pellegrini che vi facevano tappa nel cammino per raggiungere il più noto Santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo e da lì la Terrasanta. L’interno è formato da un’unica navata irregolare.

Orsara di Puglia

Sul fondo è posto l’altare che l’8 maggio, il giorno dell’Apparizione, accoglie la statua di San Michele altrimenti custodita dalla Chiesa Madre. A pochi passi dal complesso abbaziale, si trova il Palazzo baronale dei Guevara, splendido esempio di edificio nobiliare del XVI secolo: vi si accede da un ampio portale in pietra che apre la vista a un grande cortile. Di fronte ad esso, il Palazzo della Principessa di Solofra, risalente al XVIII secolo, è un edificio dall’aspetto armonico, pronto a integrare la propria facciata e a condividere le due arcate della Fontana Nuova (1847) che è stata ampliata nel 1663 dai duchi Guevara e recentemente restaurata.

L’abbeveratoio, opera risalente al sedicesimo secolo, è stato oggetto di interventi che hanno restituito pulizia e luce alle pietre che lo compongono. I lavori di recupero hanno riguardato l’intera superficie di colonne, vasche e volte. Palazzo De Gregorio, costruito sui ruderi di un antico castello, e la Fontana dell’Angelo, sono tappe obbligate alla scoperta dell’antico fascino ed eterna bellezza del centro storico orsarese.

Peppe Zullo e la sua cattedrale del gusto

Peppe Zullo

Se vi trovate ad Orsara di Puglia non potete evitare una sosta dal famoso Chef Peppe Zullo.

Peppe Zullo è riuscito grazie alle sue doti di chef, che imprenditoriali ad unire l’amore per questa terra e per il cibo in un’ unico grande capolavoro.

Ho visitato la sua celebre Sala Paradiso, la sala ricevimenti immersa nel verde, con un meraviglioso giardino che affaccia sullo skyline di Orsara di Puglia.La cantina del Paradiso, casa ipogea del vino, è un piccolo borgo in miniatura posto sotto il livello del sovrastante vigneto, ed è pieno di vini sia di loro produzione che non.

Peppe Zullo ha creato la CPeppe Zulloucina della Felicità, dichiarando che il cibo è felicità, gusto, armonia, bellezza per gli occhi e fragranza intensa, delicata, indimenticabile per il cuore.“Dalla terra alla tavola”, è questo il percorso che compiono le migliori materie prime dell’azienda agricola di Peppe Zullo. La filosofia che governa la realizzazione di ogni piatto è quella del “simple food for intelligent people”, cibo semplice, con ingredienti a Km zero, e poi il rispetto della stagionalità che regala ai prodotti non soltanto sapori e colori straordinari ma anche salubrità. La ricetta della felicità, in questo modo, si realizza semplicemente, sollecitando in modo armonioso tutti i sensi attraverso i quali cerchiamo la bellezza nelle cose più vere, nelle cose più autentiche.

Uno dei piatti che ho preferito di più è stata l’ostrica di montagna.

In molti vi chiederete cosa sia. Sono delle semplici foglie di borragine fritte in pastella, ma appena ne provi una non pupi più farne a meno. Come si dice, una cosa più è semplice, più piace.

La città di Troia: Tra la cattedrale e la bontà della passionata

E’ un nome antico che ci porta con la mente alla mitologia greca quello di Troia, in provincia di Foggia, considerata una delle più belle località pugliesi. E le sue origini sembra che risalgano proprio al famoso eroe della guerra Diomede.Uno dei monumenti più significativi di Troia è la basilica intitolata a Santa Maria Assunta, che è stata edificata su un precedente edificio bizantino a partire dal 1106 e commissionata dal vescovo Guglielmo II.
Architettonicamente si nota come la costruzione sia divisa da un cornicione che distingue la parte superiore, più leggera e dai tratti più lievi, dalla parte inferiore, compatta, ravvivata dalla presenza di archi ciechi e semicolonne. La parte più significativa della facciata è il rosone, non solo per l’evidente bellezza ma anche per la connotazione simbolica: è formato da un fitto intreccio costituito da undici colonnine che si irradiano dal centro dello stesso secondo angoli uguali, a loro volta connesse con un gioco di archi che fanno da cornice. Suddiviso in undici spicchi decorati con diaframmi traforati diversi tra loro e diversi dalla decorazione degli archi, sono stati create ventidue decorazioni differenti ottenendo l’effetto di un ricamo merlettato.

ORA PASSIAMO ALLA PARTE PIU’ DOLCE, LA PASSIONATA.

La “Passionata”, un dolce semplice che fa il verso alla cassatina siciliana, alla versione napoletana e perché no anche ai “sospiri” di Bisceglie. Solo giocosamente, è ovvio, perché li ricorda nella forma e rispetto alle cassatine anche nella forte presenza della ricotta.

La storia della Passionata è figlia di un’intuizione. Il suo gusto semplice, la sua forma classica ed il sapore pulito ed equilibrato l’hanno resa tradizione, giorno per giorno, assaggio dopo assaggio.

Crema di ricotta (mucca, pecora e bufala) su un bisquit che fa da base, il tutto ricoperto da una pasta di mandorle pugliesi. Ma non spaventi il termine “pasta di mandorla”, in questo caso – nel pieno rispetto di un nuovo consumatore attento al benessere ed al gusto – lo zucchero è davvero ridotto al minimo, perché l’impasto è rigorosamente preparato nel laboratorio troiano.

Il consiglio è regalarsi almeno una giornata per passeggiare sul corso di Troia, conoscerne gli anfratti, i vicoli paralleli, le innumerevoli chiese e gli affacci laterali. Passeggiando, per merenda o dopo pranzo, una Passionata mignon è perfetta. Nasce dolce da passeggio, la sua versatilità è il segreto del suo riscontro.Otto le varianti, dalla classica a quella aromatizzata al Moscato di Trani. Ma quella che più di ogni altra rappresenta Troia ed il legame con il territorio è “Elena”.Elena è di Troia, proprio come la Passionata, ed accoglie per aromatizzare un poco di Nero di Troia. Da mangiare golosamente e ad occhi aperti, perché se sarete in pasticceria lo sguardo cadrà sulla storia con la S maiuscola.

Se potete andate a scoprire questi fantastici luoghi della Daunia, non ve ne pentirete!

Voglio ringraziare Daunia press tour per la loro gentilezza e per avermi concesso di scoprire con loro questi luoghi senza tempo.

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